In un mondo proiettato verso un futuro sempre più sostenibile e che guarda sempre con maggiore interesse e scelte che permettono di avere impatti economici ed ambientali minori, è importante metter a fuoco tutte le alternative che il mercato delle macchine utensili propone. A tal proposito UCIMU l’anno scorso ha pubblicato il suo primo Bilancio di Sostenibilità che dimostra la crescente attenzione dell’industria delle macchine utensili per la sostenibilità in ambito ESG (governance, sociale e ambientale) che può offrire alcuni spunti interessanti, specie in quest’ultima voce.
La sostenibilità ambientale del settore, infatti, si concretizza agendo secondo i principi dell’economia circolare, del risparmio delle risorse (energetiche e materiali) e di minimizzazione dell’impatto ambientale, anche attraverso la realizzazione di macchine, impianti e componenti che abilitino la circolarità della catena del valore ponendo, inoltre, come massima priorità, la progettazione e la realizzazione di macchinari sicuri e tecnologicamente avanzati. In tal senso innegabile che l’acquisto di macchinari usati rappresenti una soluzione vantaggiosa in termini sia ambientali – dal momento che si dà una seconda vita ad un macchinario ancora in grado di performare su alti standard produttivi – che economici.
Un altro fattore del quale bisogna tenere conto è la disponibilità immediata dell’usato rigenerato: al giorno d’oggi, infatti, la supply chain è in difficoltà a causa anche della mancanza di componentistica; questo fa sì che la consegna di una macchina nuova spesso impieghi anche diversi mesi. Il mercato dell’usato risponde a questa esigenza, perché l’impianto è già visibile e pronto dopo poche settimane di lavorazione, permettendo di essere già produttivi entro un tempo molto più breve. Oltre a tale vantaggio, l’acquisto di macchinari usati offre alle piccole imprese e agli imprenditori l’opportunità di espandere le proprie capacità produttive, cosa altrimenti impedita dai costi proibitivi dei macchinari nuovi, che polverizzerebbero il budget destinato ad altre importanti implementazioni.
La riduzione dei costi iniziali libera risorse che possono essere investite in altre aree della produzione o della distribuzione, contribuendo a ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili. Questa scelta consente di ottimizzare e ridurre l’impatto dei costi iniziali per un’azienda in crescita, a patto che si abbiano chiari gli obiettivi per i quali si sta effettuando l’acquisto.
Va anche detto che in questo modo gli impianti di fascia più alta, a volte nemmeno presi in considerazione perché troppo costosi, diventano invece acquistabili: questo significa poter contare su un impianto estremamente affidabile, a differenza di un nuovo di fascia più bassa, che potrebbe non rispettare il livello promesso di servizio. Peraltro, optare per macchinari usati permette di minimizzare il rischio di effettuare un acquisto errato, pur garantendo praticamente gli stessi vantaggi di un impianto nuovo; la scelta dell’usato rigenerato permette inoltre di aggiornare i propri macchinari con maggiore frequenza (non avendo le stesse spese di acquisto del nuovo) e risulta più semplice poter sostituire i macchinari con modelli di volta in volta sempre più avanzati, senza dovere spendere cifre esose.
Infine, nel caso di DG Tech, c’è un anche elemento in più: affidarsi ad un partner ufficiale di un grande gruppo come BLM, significa godere di tutti i vantaggi che possono sfruttare i clienti che acquistano un impianto nuovo: ricambi originali ed assistenza ufficiale, contratti di manutenzione e di garanzia, oltre alla professionalità ed il know how del gruppo leader mondiale nel settore.